sant'andrea

Suspndise rutrum in lobortis vel facilisisr morbi mattis quram utei quarm convallis ornw dilam scjelqku convallis nissim.

Progettare oggi un tavolo utilizzando l’aggettivo nuovo, si puo’ affermare che si tratti di una sfida impossibile . Negli anni grandi maestri si sono cimentati in progetti analoghi con risultati che hanno segnato la storia della progettazione. Per questo motivo nell’affrontare il progetto di Sant’Andrea si è eliminato l’aggettivo “nuovo” a favore di un ragionamento che non si riferiva tanto al risultato finale ma al processo che avrebbe portato ad una forma giusta.

All’interno del processo ,di produzione , si è focalizzata l’attenzione sul tempo di realizzazione , sulle quantità di materiale e facilità di trasporto.

Il tavolo doveva risultare snello, impilabile, facilmente smontabile e occupare quindi poco spazio di stoccaggio.

La forma finale quindi doveva aderire a questi criteri…

Si è cominciato ad osservare non tanto stato dell’arte (troppo vasto e disorientante) ma ad osservare ambiti che avessero tali caratteristiche.

Dopo alcune ricerche si è giunti agli elementi reticolari in architettura . Risultano snelli, “leggeri” e con pochi elementi garantiscono stabilità e resistenza.

Da questo punto si pensa alla croce di sant’ Andrea, elemento semplice, riconoscibile e ben riscontrabile nella quotidianità.

Da questo momento si arriva al progetto del “nuovo” Tavolo.

 

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